Programma 2012

DA TALIEDO A PISA  

IL VOLO FLY STORY2012

4-5 agosto

IL VOLO SULLE ROTTE DANNUNZIANE DEL “FORSE CHE SI’ FORSE CHE NO” E

 “IL LIBRO SEGRETO”

Fly Story: l’associazione di “piloti di cultura”, ci ha abituati, in oltre quattordici anni di attività , all’appuntamento annuale dei voli dannunziani.

Così , dopo Vienna (1998 e 2008), Budapest,Montichiari,Mantova, Padova, Pola lo scorso anno, ha organizzato per il 2012 un volo da TALIEDO A PISA  .VOLO SULLE ROTTE DANNUNZIANE DEL

“FORSE CHE SI’ FORSE CHE NO” E “IL LIBRO SEGRETO”.

La rotta è tratta dagli scritti di Gabriele d’Annunzio che narrano, in modo immaginario nel

“ Forse che sì forse che no”e in modo veritiero nel          “ Libro Segreto” un volo sulla Toscana da lui vissuta ed amata.

“L’ala porta l’annunzio o il commiato. come il miocommiato pesava!

Ogni indugio m’era intollerabile. Partii da Taliedo a

capo della mia squadriglia…prima del mezzogiorno.

Ero per sorvolare tutti i luoghi piu cari alla mia poesia, alla mia fallacia, e alla mia tristezza.

Voglio noverarli, voglio ristamparmeli dentro, riamarli,

aspirarli, prima di scomparire. sono a prua del mio

velivolo potente. la mia mitragliatrice nera e puntata

verso la mia liberazione. la mia ventura e piena d’occhi.

Foschia in tutto il cerchio dell’orizzonte, nelle rotte

luci le apparenze del vapore sembrano figure mentali

prolungate dalla sostanza plastica che si travaglia di

continuo nell’immensa fucina dell’occhio accecato.

svolgo e traggo il nastro flessibile del Po, da Boscone,

da Soprarivo. a paro de’ cigli la cortina di nebbia candida

spianandosi mi finge al cuore quella neve d’alpe ove

spiro Natale Palli nel pensiero di me e forse nell’imagine

di quella immensa loggia di marmi bianchi che gli

avevo evocata e promessa in cima alla reggia del Gran

Mogol.

Che mi accade? e questo il penultimo de’ termini mortuarii

senza termine, delle mete funebri senza meta. e la

mia rotta si confonde col mio transito prossimo, al di la

dall’errore del tempo.

Questo velivolo non e quello del cielo di Vienna, non

quello del seggio incendiario, non quello del tossico

chiuso nell’acciaio damaschinato dell’archibusiere…

Seguo la rotta. sforzo la velocita. sfuggo le sirene; perche

anche l’aria ha le sue sirene di forma dissimile a

quella nettunia, nel canto accordate al trimotore.

Sorvolando la Trebbia mi lascio Piacenza a sinistra.

supero i due mila metri. la citta, ristretta in un color di

rosa pallido, quasi mi arieggia l’inquadratura dipinta in

un soprapporto del secento. taglio il torrente Nure.

Mi s’accavallano a destra i dossi dei monti. do la rotta

dell’Appennino che m’e umano come l’osso della schiena:

tanto che un’origine di pensiero mi si forma nella

prima vertebra della cervice; e gioisco di questa prontezza,

che la rapidita ne abolisce ne attenua, nell’assimigliare

gli spettacoli fuggitivi ai piu riposti aspetti del

mio spirito.

Quasi mi par di ravvisare i corsi d’acqua, i pianori, le

vie, le viottole, i gruppi di case, le famiglie d’alberi. novero

le greggi sparse delle nubi qua e la accovacciate, in

pascoli, in addiacci. traverso il Taro. la foschia in basso

e ancor folta. sono a dumila quattrocento metri. ho l’ansia

del mare.

Avvisto il Tirreno. seguo il disegno della riva arenosa.

ma il velame mi copre l’acqua, mi veste fino alla cintola

Undulna che voglio riamare.

Ecco il Forte de’ Marmi, e una felicita abbagliata.

Ecco Viareggio, e una tenzone di tradimenti.

Ecco la pineta di Migliarino, che s’incenera senza ardere.

Ecco la Fossa burlamacca, simile a un Lete senza dimenticanza.

Ecco il lago di Massaciuccoli tanto ricco di

cacciagione quanto misero d’ispirazione.

Ecco il Serchio.

Non dileguo su la mia stessa dileguata vita? per ribevermi

i canti di ‘Alcyone’ non debbo io svenarmi?

Se quello e il Serchio, dov’e il Centauro nato dal mio

forzamento della nuvola?

La foce insabbiata come allora e pur sempre di quel

verde ineffabile che non mai si vide in alcuno de’ bronzi

di Delfo e di Dodona? come dunque io l’assaporo con

un occhio solo e in un solo attimo?

Ecco l’Arno. ecco Pisa. cerco Bocca d’Arno, non con i

due occhi di allora ma si con que’ mille e mille spiriti

cresciuti di numero e di musica. non riesco a distinguere

la mia casa delle odi e de’ libecci, delle animine e delle

schiavette, del galoppo senza meta, del nuoto senza rischio,

del delirio senza amore.

Ma distinguo in Pisa il prato santo, il duomo, il campanile,

il battistero, tanta lodata bellezza senza bellezza e

il martire amore senza miracolo.

‘Mutar d’ale.’ o Ghisola sempre rimota, sempre attesa,

sempre disparita, io le ho pur mutate; e le rimuto. non

fuor dalla tempesta ma si ancor piu addentro.

Il martirio di Ghisola, il disonore di Donatella, il perdimento

di Amaranta mi crosciano contro il viso mascherato,

contro il cuore fasciato. da San Rossore, dal

ponte che solevo traversare a cavallo con la mia triplice

muta di cani di enigmi e di stratagemmi salgono e crosciano

i sussulti i singulti gli insulti di Vannozza, di

Nike, di Lavinia, di Ornitio, di Panisca. quanta vita calpesta!

quanta passione! ite procul fraudes. l’isola di Progne

non e se non una lunga foglia sibillina. la mia frode

non e se non una convulsa fronda senza margini…”

Le basi di partenza dei piloti FLY STORY sono sempre Casale Monferrato e Pescara. Casale è ben in evidenza anche nel nuovo sito di FLY STORY www.flystory.it

 

One Response to Programma 2012

  1. admin says:

    Ciao Stefano,

    sei sempre interessato ai voli dannunziani di FLY STORY?
    Scrivici.
    Vola con noi Eugenio
    sirolli@micso.net

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